Spettabile Presidente Renzi,
arrivati a questo punto della “nostra
relazione” (elettore-politico) dobbiamo prenderci un po’ di tempo per
riflettere sullo stato della “nostra storia”, su chi siamo e su dove vogliamo
andare assieme (se ancora lo vogliamo fare).
NOTE : se non ha tempo di leggere le mie considerazioni, vada
direttamente all’ultima ventina di righe.
Al fine di sgombrare subito il
campo da dubbi ed incomprensioni (non La voglio minimamente logorare), preciso di
essere un “renziano convinto” della prima ora; mai iscritto ad un partito
politico, ma da subito presente alle “prime primarie”. Personalmente mi sento un
moderato e sono lontano anni luce “dai comunisti e dai fascisti”, due facce che
considero appartenere alla stessa medaglia. Non considerando credibili queste
due frange, mi trovo d’accordo con la sua visione anglosassone di un centro
destra ed un centrosinistra moderati in rappresentanza della gran parte del
popolo italiano. Ben venga quindi la riforma elettorale così come concepita e
si lasci comunque spazio e visibilità democratica ai “cespugli estremisti” che
se inespressi in modo civile, rischiano di riproporre ciò che abbiamo già visto
negli anni di piombo quando, gli uni per un motivo, gli altri per l'altro, hanno entrambi dato
spettacolo massacrando il loro popolo nelle piazze, nelle banche, nelle
stazioni, sui treni, per strada… Storie squallide che è meglio superare.
Da tempo mi schiero nel campo di
quello che sogno possa diventare il centrosinistra italiano (equivalente ai democratici
o laburisti del mondo anglosassone). Mi ritrovo in quei valori sociali di
attenzione al debole, all’ultimo, alla giustizia … che questa parte politica
dovrebbe rappresentare. Non ho mai votato per Forza Italia e ho abbandonato in
gioventù la Lega a cui avevo concesso alcuni voti quando parlava di federalismo
e da cui ho preso le distanze quando ha “inventato la Padania” e ha cominciato
a divinizzare le ampolle dell’acqua del fiume sacro (?) – (vedere post qui in
basso intitolato “82.000.000 di emendamenti …”). L’arrivo alle primarie del “giovane
Renzi” ha provocato un’ondata di cambiamenti e rottamazioni tali da aver
destabilizzato completamente non solo il centrodestra ancora alla ricerca di se
stesso, ma anche il mondo statico ed incrostato del centrosinistra che
improvvisamente non si è trovato un nemico nel campo avversario da cui doversi
distinguere con la “puzza sotto il naso”, ma lo ha scoperto dentro casa. Quindi
ben venga il Renzi rottamatore e ben venga anche il Renzi innovatore che parla
di Scuola come fondamento per un nuovo Paese. Ben venga una presa di distanza
dal mondo sindacale che tanto male ha fatto nel mondo del lavoro italiano
facendo passare “un’idea malata” di diritti e privilegi per pochi (baby
pensioni e via dicendo) a scapito dei molti che hanno sorretto il paese in
silenzio. Ben venga anche il pagamento “forzoso” del canone RAI alla faccia dei
furbetti di turno. Ben venga la lunga serie di riforme che tutti attendevano da
decenni e a cui si era smesso di sperare da quando anche l’ex Cavaliere
appoggiato dalla Lega, pur disponendo di “maggioranze bulgare” e del piglio
“dell’imprenditore prestato alla politica”, non ha dato alcun seguito concreto.
Dal 1994 non ho mai creduto alle parole dell’ex Cavaliere a partire dal
“milione” di posti di lavoro, passando per il “contratto” con gli italiani e
tutte le varie giustificazioni e scuse dell’essere costantemente “frainteso”. Ora,
con mio stupore, lo scopro improvvisamente credibile quando dice che il
Presidente del Consiglio Renzi lo ha copiato. Di fatto le modifiche che portano
alla fine del bicameralismo perfetto a cui lui stesso ha puntato per anni, sono
realizzate; un premio di maggioranza che anelava come indispensabile per poter
governare almeno per 5 anni e poter così “fare qualcosa”, ora c’è; la riduzione
delle tasse tanto promessa e mai realizzata ora c’è; l’eliminazione dell’ICI
derisa dal centrosinistra di allora, oggi è compiuta; l’incentivo agli
investimenti industriali (vedi ex leggi Tremonti) anche oggi vengono riproposti
per il 2016; il condono sul rientro dei capitali all’estero è rivisitato; il
limite sul contante che Berlusconi aveva timidamente portato a 1.000 euro oggi
è a 3.000… Se a destra e a sinistra queste sono le vie per la rinascita che
possono portare ad una ripresa dei consumi, ne prendo atto. Posso non concordare
con tutto, ma non può essere altrimenti visto che la ricetta è sempre la
stessa.
Tuttavia ora nei Suoi confronti (Presidente
Renzi) rimango in una posizione di attesa. Non voglio dire che prendo le
distanze perché non è giusto a fronte di tante cose positive e condivisibili,
che il Suo Governo ha realizzato, ma assumo comunque una posizione guardinga
che in passato non avevo. Mi auguro sinceramente che questo rinnovamento e
ammodernamento del paese continui con la velocità e l’energia che si è vista
fino ad oggi. Mi auguro che questi anni che ci separano dalle elezioni del 2018
servano a fare quelle modifiche “super partes” che in passato (così come oggi) l’ex
cavaliere Berlusconi ha gettato alle ortiche non appena definite (vedi Bicamerale
e Nazzareno). Avanti quindi ancora un po’ “turandoci il naso” (come dicevano
vecchi saggi). Si perché lo schiaffo che mi ha dato sui 3.000 euro … mi
brucia ancora sul viso; la completa disattenzione al pagamento del debito mi
preoccupa e non poco, alla faccia della TASI, ICI, etc..
Attenzione caro Presidente Renzi
: la “nostra storia” sta arrivando ad un bivio. Di schiaffi non ne voglio più. Mi
auguro, nel 2018, di trovare un “giovane” altrettanto valido, energico e
preparato nel campo avversario (fossi di centrodestra punterei senza ombra di
dubbio su Tosi). Non sarà quello però il cavallo su cui vorrei riporre le mie
speranze. Tuttavia, per il bene del Paese, vorrei si potesse finalmente sfruttare
una bella “gara tra purosangue”. In quell’occasione vorrei sentire da Lei ciò
che da oltre vent’anni ripeto ai miei figli : “non ci può essere rinnovamento di questo Paese senza la Giustizia e
la Legalità; il vero nuovo Statista che cambierà il Paese sarà chi si spenderà
fino in fondo per questo; dalla Giustizia e dalla Legalità (che poi nei
fatti rappresentano un unico modo di vivere e di porsi nei confronti del
prossimo) dipende la formazione (attraverso
una nuova Scuola di cui Lei ha giustamente sentito il bisogno) delle future generazioni nonché la
rinascita di questo Paese”.
Non mi costringa a prendere in
considerazione il M5S !!! Non voglio cadere nella demagogia. Ma è possibile
che solo Grillo parli di legalità e di riduzione del debito ??? (ok, in
mezzo a tante altre cose che non stanno in piedi…)
Un nuovo “pensare pulito”,
corretto (non quello dei furbi e dei “chiagni e fotti” che tanto odio) può
lentamente nascere solo dal concetto condiviso (da est ad ovest e da nord a
sud) di un’unica Giustizia e Legalità.
Per crederLe ancora attendo FATTI e non parole, su questi argomenti!!!
Attendo un impegno concreto sulla Giustizia Penale, sulla certezza della pena,
sul “recupero vero” dei condannati secondo moderne forme di rieducazione, su un
solo corpo di Polizia, sulla fine dell’evasione fiscale, sulla fine dell’abusivismo
edilizio, sul controllo del territorio, … STOP al CASH da me provocatoriamente
proposto in questo blog, è una base di discussione. L’Italia è totalmente immersa
in un’emergenza sociale di Giustizia e Legalità che non viene, dolosamente,
considerata!!! (Napoli, 17 ottobre 2015 – Un ragazzo di
24 anni, Domenico Aporta, è stato ucciso. Il cadavere è rimasto a
terra per ore senza che nessuno abbia chiamato le forze dell’ordine.)
Mi scusi lo sfogo e anche il fare
molto schietto, trasparente e sincero, ma in modo pragmatico concedo tempo
“alla nostra relazione” fino alla prossima legislatura, consapevole che ci
vuole tempo per avviare i necessari cambiamenti e che oggi la priorità è quella
di “rifar girare il motore” dell’Italia. A
quel punto però (2018 o prima ?) conteranno solo i fatti che vedrò realizzati su
Giustizia e Legalità, altrimenti … ognuno per la sua strada!!! Su questi FATTI
si gioca il futuro dei nostri figli.
normalitaliano
P.S.: cominciamo a prendere sul
serio i nostri 2.200 miliardi di debito perché altrimenti, alla prossima crisi economica,
ci seppelliranno in modo definitivo. Che fine hanno fatto la “spending review”
e gli standard cost ? Abbiamo paura siano troppo impopolari ? Dopo decenni di
sperperi sono comunque doverosi.